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Pronto il nuovo piano per le cave in Veneto

Il nuovo Piano Cave è costituito da tre fasi, strettamente correlate tra loro: la fase conoscitiva, la fase di analisi e la fase propositiva

“Ha finalmente visto la luce anche il nuovo Piano Regionale delle Attività di Cava del Veneto (PRAC), atteso ormai da trent’anni”. L’annuncio che il piano è stato adottato dalla giunta regionale veneta è dell’assessore alle politiche ambientali Maurizio Conte. “Nell’attuale situazione economica – fa rilevare Conte - uno dei settori più colpiti è forse quello estrattivo. Pur dovendo operare in questo quadro, la giunta regionale ha deciso di avviare un significativo rinnovamento nel settore sia attraverso una revisione complessiva della legge di riferimento (n. 44/82), con un disegno di legge già all’esame del Consiglio, sia predisponendo il Piano di settore”.

Il nuovo Piano Cave è costituito da tre fasi, strettamente correlate tra loro: la fase conoscitiva, la fase di analisi e la fase propositiva. Gli obiettivi strategici da perseguire sono: l’utilizzazione ottimale delle risorsa in quanto non riproducibile; la tutela dell’ambiente nelle sue componenti paesaggistiche, territoriali e naturalistiche; la tutela del settore economico. A questi si affiancano una serie di obiettivi economici specifici (1. valorizzare la risorsa disponibile in rapporto ai prevedibili fabbisogni; 2. conseguire il progressivo riequilibrio, almeno a livello territoriale, tra la domanda dei materiali inerti e la disponibilità di risorse; 3. ridurre le tensioni sui costi dei materiali inerti derivanti da trasporti a lungo raggio; 4. mantenere l’economia ancorata al settore e proteggere/sviluppare i livelli occupazionali) e quelli ambientali (5. ridurre l’impatto dei mezzi di trasporto dei materiali di cava; 6. favorire la ricomposizione ambientale dei poli estrattivi; 7. definire norme finalizzate alla ricomposizione o riuso del sito estrattivo; 8. favorire l’utilizzo di materiali alternativi e di terre e rocce da scavo; 9. favorire l’utilizzo di tecnologie di coltivazione innovative ed ecocompatibili).

“In estrema sintesi- sottolinea Conte - si può dire che il PRAC risponde a tre domande: quanto materiale serve; dove è possibile reperirlo e come lo si estrae”. Il piano avrà un periodo di validità di dieci anni per i quali stima un fabbisogno complessivo per gli inerti da costruzione pari a circa 120 milioni di metri cubi. Tenuto conto però delle cosiddette riserve, ovvero le quantità di materiale già autorizzato ed ancora disponibile in cava, il fabbisogno da soddisfare con il PRAC nei 10 anni di sua validità ammonta a 41 milioni di metri cubi, di cui 36 milioni di sabbia e ghiaia, 3 milioni di detrito e 2 milioni di calcari per costruzioni. La copertura della parte restante del fabbisogno è affidata all’apporto di materiale da recupero rifiuti inerti (18 milioni) e dall’incremento del recupero dei materiali da opere pubbliche e private (27 milioni di mc).

L’assessore Conte mette in rilievo che in una precedente proposta di PRAC presentata nel 2008 si prevedeva che nei 10 anni fossero rilasciate autorizzazioni di cave di ghiaia per circa 115 milioni di mc.. Con questo piano invece solo 36 milioni: meno di un terzo. L’attuale produzione delle cave di ghiaia è di circa 6 milioni di mc annui, che rappresenta il 65% in più delle autorizzazioni annue previste da questo piano. Inoltre, il PRAC presentato nel 2008 non considerava gli inerti provenienti dal recupero da demolizioni e dagli scavi di opere pubbliche e private, questo piano invece sì e questo contribuisce sensibilmente a ridurre l’attività estrattiva.

Per la sabbia e ghiaia, si può procedere all’escavazione soltanto mediante progetti di ampliamento di cava esistente, senza possibilità di aprire nuove cave. Per il calcare da costruzione e il detrito, invece, sono possibili attività estrattive tramite l’apertura di nuove cave e l’ampliamento di cave esistenti. Così facendo si è inteso ridurre il consumo di territorio, inoltre si è voluto favorire la ricomposizione dei siti in quanto sarà possibile, in sede di autorizzazione, intervenire sulle attuali previsioni ricompositive, ottenendo soluzioni progettuali più moderne ed adeguate. Particolare attenzione è stata poi prestata alla tutela delle falde.

“Tutto questo lavoro di pianificazione e di rinnovamento normativo – conclude Conte - punta quindi a trovare il giusto equilibrio per compendiare le contrapposte esigenze di incentivazione dell’attività economica e di salvaguardia dell’ambiente”. Il PRAC entrerà in vigore e avrà piena efficacia alla data di pubblicazione del provvedimento con cui il Consiglio Regionale lo approverà. Nel frattempo il piano sarà pubblicato e potranno essere presentate le osservazioni.


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