Innovazione e smart water nel servizio idrico integrato
Agici, settore idrico: 900 milioni di euro di investimenti previsti in digitalizzazione e innovazione al 2029, ma dopo il PNRR la sfida è continuare a sostenerli.
Quali le sfide del settore idrico? Dove stanno investendo le aziende del servizio idrico integrato? Quali investimenti stanno affrontando? Sono alcune delle richieste che il settore idrico è chiamato ad affrontare. Tra le principali troviamo criticità complesse legate al cambiamento climatico, alla scarsità delle risorse, alle perdite di rete, ai contaminanti emergenti e a standard normativi ed ambientali sempre più rigidi. La risposta del settore si fonda sull'adozione della digitalizzazione e dell'innovazione tecnologica per passare da un approccio reattivo a una gestione preventiva, integrata e basata sui dati. Su queste premesse, AGICI ha presentato a Milano, durante il nono Convegno dell'Osservatorio Idrico OSWI, lo studio "Innovazione e smart water: le nuove frontiere del SII. Tecnologie e investimenti per lo sviluppo del settore". L'analisi ha esaminato 102 gestioni idriche che servono oltre 46 milioni di abitanti (pari al 78% della popolazione italiana), distinguendo e mappando due grandi famiglie di soluzioni: le tecnologie digitali (l'ossatura informativa e decisionale) e le tecnologie innovative di processo (che agiscono direttamente sulla gestione fisica e chimica del ciclo idrico).
I numeri degli investimenti: 2,8 miliardi per digitalizzazione e innovazione
I piani delle 102 gestioni analizzate prevedono un ammontare complessivo di circa 40 miliardi di euro tra il 2018 e il 2029, con una spesa annuale che ha superato i 5 miliardi di euro nel 2025. All'interno di questo budget, 2,8 miliardi di euro sono destinati in modo specifico a digitalizzazione e innovazione tecnologica: 1,9 miliardi sono stati investiti nel periodo 2018-2025, mentre oltre 900 milioni risultano programmati per il quadriennio 2026-2029. Con la conclusione della spinta del PNRR, la sfida principale risiede nel garantire continuità e sostenibilità a questo flusso di investimenti nel lungo periodo.
Le tecnologie digitali: smart meter e telecontrollo
La quota maggioritaria degli investimenti tecnologici (pari a 2,3 miliardi di euro dal 2018 al 2029) è assorbita dalla digitalizzazione. Nel periodo 2024-2029, le risorse dedicate alla digitalizzazione salgono a circa 1,5 miliardi di euro (+76% rispetto al periodo precedente). Gli smart meter continuano a guidare gli investimenti rappresentando il 38% della spesa digitale tra il 2024 e il 2029, mentre il telecontrollo registra una crescita significativa, passando dal 19% del periodo 2018-2023 al 34% nel 2024-2029. Attualmente, oltre il 79% della rete di acquedotto e quasi l'83% della rete fognaria in Italia sono georeferenziate, mentre la quota di rete distrettualizzata e telecontrollata è salita dal 22% nel 2016 al 39% nel 2024. L'efficacia di strumenti avanzati come intelligenza artificiale, machine learning e digital twin richiede una solida architettura dati e sistemi interoperabili.
L'innovazione di processo e la gestione della risorsa
Accanto al digitale, le tecnologie di processo riguardano direttamente gli interventi fisici e chimici sul ciclo idrico, con un volume di investimenti pari a oltre 400 milioni di euro al 2029. Nel periodo 2024-2029, il recupero energetico rappresenta il 69% degli investimenti di processo analizzati, mentre il riutilizzo delle acque cresce fino al 17%. Tra le soluzioni applicate figurano tecnologie già mature come la dissalazione e le membrane avanzate, accanto a soluzioni per i contaminanti emergenti e alle Nature-based Solutions, che richiedono ulteriori sperimentazioni dedicate.
Cybersecurity: la protezione delle infrastrutture critiche
L'aumento dell'interconnessione delle reti idriche rende la cybersecurity una condizione indispensabile dell'innovazione, in conformità con la direttiva europea NIS2. Nel 2025 sono stati rilevati in Italia 62 eventi cyber legati al servizio idrico potabile, di cui 28 (pari a circa il 45%) riconducibili ad attacchi di tipo DDoS. La protezione dell'infrastruttura richiede quindi governance, competenze e strategie integrate di prevenzione, risposta e ripristino.
Le condizioni per la continuità degli investimenti post-PNRR
Per evitare che la fine delle risorse straordinarie del PNRR arresti il processo di innovazione o faccia gravare l'intero costo sulle tariffe degli utenti finali, occorre integrare il metodo tariffario con ulteriori strumenti finanziari europei e nazionali. Inoltre, il passaggio dalla sperimentazione all'adozione diffusa richiede lo sviluppo di competenze digitali, la definizione di standard comuni per i dati, il rafforzamento delle collaborazioni tra gestori, università e imprese e un quadro regolatorio adattivo.
Alessandra Garzarella, Direttrice dell'Osservatorio OSWI di AGICI, evidenzia come dopo la spinta del PNRR sia cruciale mantenere un ritmo costante di investimenti affiancando alla maturità del digitale le tecnologie di impianto e garantendo la sicurezza cibernetica. Marco Carta, Amministratore Delegato di AGICI, ribadisce l'importanza di integrare stabilmente l'automazione e i dati nella gestione quotidiana del servizio idrico per trasformarli in uno standard gestionale strutturale.







