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Traffici illeciti di rifiuti a Treviso e Salerno

Costa: Un duro colpo alla criminalità ambientale, portato a segno grazie all’impegno in contrasto dei roghi di rifiuti.

Traffici illeciti di rifiuti a Treviso e Salerno

L’emergenza per il contrasto alla criminalità organizzata che fa affari nei traffici illeciti di rifiuti non si ferma anche in questi giorni di emergenza sanitaria e di ritorno graduale alla normalità. Le ultime notizie segnalano operazioni dei Carabinieri del Noe a Treviso e della Guardia di Finanza a Salerno.

“Abbiamo inflitto un durissimo colpo al crimine ambientale, un grande risultato che è scaturito dall’attenzione che lo Stato ha impresso negli ultimi anni al contrasto del fenomeno dei roghi dei depositi di rifiuti”. Così il ministro dell’Ambiente Sergio Costa ha commentato la notizia dell’operazione dei Carabinieri del NOE di Treviso, diretti in quasi un anno di indagini dalla Procura Distrettuale Antimafia di Venezia, che nella mattinata di martedì 5 maggio hanno dato esecuzione alle ordinanze di misura cautelare per il reato di attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti a carico di 9 persone.

“Mi complimento con tutti gli uomini dei Carabinieri coinvolti e con la Procura Distrettuale Antimafia di Venezia – ha continuato Costa - per questo importante risultato che ha permesso di dimostrare e di fermare un traffico illecito di rifiuti provenienti da varie regioni, tra cui la Campania, diretti e poi scaricati in capannoni abbandonati del Veneto e dell’Emilia Romagna per poi essere dati alle fiamme”.

L’indagine avviata nel febbraio del 2019, ha avuto origine da un monitoraggio condotto in ambito nazionale dal Comando Carabinieri per la Tutela Ambientale nell’ambito di una mirata azione di contrasto al fenomeno degli incendi, sia di alcuni impianti formalmente autorizzati alla gestione dei rifiuti, sia di diversi capannoni industriali dismessi. Questa particolare attenzione al fenomeno ha portato alla segnalazione dei Carabinieri della Compagnia di Legnago, che informavano il NOE di Treviso di alcuni movimenti sospetti di mezzi pesanti nei pressi di un capannone sito nella provincia veronese in disuso da anni. L’attività si è inizialmente sviluppata sotto la direzione della Procura della Repubblica scaligera per poi migrare, per la competenza dell’ipotesi di reato che si andava delineando, alla Procura Distrettuale di Venezia.

Attraverso l’incrocio di numerosi servizi svolti sul territorio, l’ausilio di tecnologie ed un’approfondita analisi documentale, sono stati acquisiti elementi di responsabilità nei confronti di soggetti operanti nell’ambito del trattamento e trasporto dei rifiuti i quali, previa attribuzione di falsi codici dell’Elenco Europeo Rifiuti e nei formulari, gestivano illecitamente ingenti quantitativi di rifiuti speciali provenienti dalla Campania, dalla Toscana e da altre Regioni del Nord Italia.

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Nell’area portuale di Salerno, nelle stesse ore, veniva fermato dalla Guardia di Finanza un traffico internazionale di rifiuti che ha condotto a 39 arresti a domiciliari, su un totale di 69 persone indagate, accusate a vario titolo di traffico internazionale di rifiuti, contrabbando, falso, peculato, corruzione. 

L'operazione, denominata Tortuga, è stata condotta da 250 finanziari del comando provinciale di Salerno e ha riguardato anche le province di Avellino, Caserta e Napoli. Tra le persone coinvolte funzionari doganali, personale sanitario, spedizionieri, dipendenti di società operanti nel porto di Salerno. 

Le indagini erano scattate a seguito di una segnalazione dell'Olaf (Ufficio europeo antifrode) relativa a un sospetto contrabbando di tabacco fintamente destinato al Marocco e hanno permesso di far luce sui continui furti di merce che avvenivano all'interno dell'area portuale.

Gli accertamenti hanno inoltre portato al sequestro di 60 tonnellate di rifiuti, speciali e non, oltre a mille pannelli fotovoltaici e altrettanti accumulatori di energia elettrica che avrebbero raggiunto territori africani.

“Un risultato importante – commenta il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa – per il quale occorre ringraziare chi con serietà e tenacia ha condotto le indagini. Giornate come quella odierna ci dicono che non dobbiamo abbassare la guardia contro chi si rende responsabile di questi gravissimi illeciti ambientali pensando di riuscire a farla franca”.

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Minini