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CAP EVOLUTION
Da depuratori a hub circolari: il modello CAP Evolution tra reflui, rifiuti ed energia rinnovabile

Da depuratori a hub circolari: il modello CAP Evolution tra reflui, rifiuti ed energia rinnovabile

Negli impianti di Peschiera Borromeo e Rozzano, CAP Evolution integra trattamento dei reflui, valorizzazione dei fanghi, gestione dei rifiuti e produzione energetica, trasformando i depuratori in piattaforme al servizio della transizione circolare.

La depurazione delle acque reflue non è più soltanto un servizio ambientale essenziale. Nel nuovo paradigma dell’economia circolare, gli impianti di trattamento stanno evolvendo verso infrastrutture industriali capaci di intercettare flussi residuali, valorizzare fanghi e rifiuti organici, produrre energia rinnovabile e contribuire alla riduzione dell’impronta carbonica dei servizi pubblici locali.

Un esempio è rappresentato dai progetti sviluppati da CAP Evolution, società di Gruppo CAP attiva nel trattamento dei reflui fognari, nella gestione dei rifiuti e nella produzione di energia rinnovabile. L’azienda gestisce i depuratori secondo un modello innovativo che supera la sola funzione depurativa e si inserisce in una più ampia prospettiva di economia circolare.

Il primato tecnologico di Peschiera Borromeo

Il caso di Peschiera Borromeo mostra come la valorizzazione dei fanghi di depurazione possa generare energia rinnovabile a servizio dell’impianto e del territorio circostante. Qui CAP Evolution ha realizzato il primo impianto italiano di teleriscaldamento e teleraffrescamento alimentato esclusivamente da biogas ottenuto dai fanghi di depurazione.

Tutta l’energia distribuita dalla rete è inoltre di origine rinnovabile. Il progetto, dal valore complessivo di oltre 3 milioni di euro, è stato finanziato per due terzi con fondi PNRR e per la restante parte con risorse proprie del Gruppo. Gli interventi hanno riguardato sia il depuratore sia la rete di distribuzione, con l’obiettivo di integrare la produzione energetica dell’impianto con il fabbisogno termico e frigorifero di utenze locali.

L’impianto sfrutta il calore prodotto durante la valorizzazione energetica del biogas generato dalla digestione anaerobica dei fanghi. Il biogas viene inviato a due impianti di cogenerazione che producono energia elettrica e termica: la prima viene autoconsumata dal depuratore, mentre la seconda serve sia a mantenere stabile la temperatura dei digestori sia ad alimentare la rete di teleriscaldamento per le utenze locali.

La particolarità del sistema emerge soprattutto in estate, quando la domanda di calore si riduce: l’energia termica viene infatti convertita in energia frigorifera tramite produzione di acqua refrigerata a 7°C, utilizzata per raffrescare gli uffici del depuratore e uno spazio commerciale vicino all’impianto.

Il nuovo sistema consente inoltre una riduzione delle emissioni di CO2 pari a circa 2.800 tonnellate l’anno, con un risparmio energetico equivalente a circa 1.015 tonnellate di petrolio.

Rozzano: un impianto di depurazione a servizio dell’economia circolare del territorio

A Rozzano, il depuratore assume una funzione che va oltre il trattamento delle acque reflue, diventando una piattaforma ambientale al servizio della comunità e del territorio. L’impianto integra la depurazione con la gestione di rifiuti speciali non pericolosi e di scarti alimentari confezionati, offrendo una risposta locale e industrialmente strutturata a flussi che richiedono trattamenti dedicati. In questo modo, CAP Evolution rafforza il ruolo del depuratore come presidio territoriale: non solo infrastruttura tecnica, ma nodo di economia circolare capace di trasformare reflui e rifiuti in nuove risorse energetiche.

Con un investimento di 3,6 milioni di euro è stata realizzata una piattaforma per il trattamento di rifiuti, capace di ricevere fino a 104.000 tonnellate di rifiuti liquidi speciali non pericolosi. L’impianto dispone di una capacità di stoccaggio complessiva di 440 m³, distribuita in 11 serbatoi in acciaio inox, e include una sezione di pretrattamento chimico-fisico per migliorare l’efficienza del processo.

La piattaforma comprende anche una linea dedicata ai rifiuti solidi confezionati di origine alimentare. Attraverso un processo di sconfezionamento e successiva miscelazione con il fango biologico di depurazione, è possibile recuperare e valorizzare fino a 3.000 tonnellate di rifiuti all’anno. L’apporto aggiuntivo di sostanza organica incrementa infatti la produzione di biogas e, di conseguenza, di energia elettrica, contribuendo a coprire una quota crescente del fabbisogno energetico dell’impianto.

Il depuratore è inoltre interconnesso sia dal punto di vista termico sia elettrico con la centrale di teleriscaldamento locale. Quest’ultima fornisce al depuratore energia elettrica prodotta dal proprio cogeneratore e calore utile a mantenere costante la temperatura dei digestori, migliorando così l’efficienza della digestione anaerobica. Parallelamente, il calore ad alta temperatura derivante dalla combustione del biogas viene immesso nella rete di teleriscaldamento comunale, che beneficia così di una quota di energia termica completamente rinnovabile.


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